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20 gennaio 2015

CUD: Modello CU 2015 versione ufficiale ed istruzioni

cu 2015Certificazione Unica 2015

Approvato il modello definitivo del CU 2015, che da quest’anno prende il posto della certificazione unica dei redditi (il CUD), completo di specifiche tecniche e istruzioni per la compilazione e per i sostituti d’imposta (impresa, ente previdenziale), con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. Il CU 2015, disponibile sul sito dell’Agenzia, riguarda:
  • redditi da lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50 del TUIR, il testo unico delle imposte sui redditi);
  • redditi da lavoro autonomo;
  • provvigioni e redditi diversi di cui agli articoli 53 e 67, comma 1, dello stesso TUIR;
  • provvigioni – anche occasionali o da vendita a domicilio assoggettate a ritenuta – relative a rapporti di commissione, agenzia, mediazione, rappresentanza di commercio, procacciamento d’affari, corrispettivi contratti d’appalto, indennità per cessazione di rapporti di agenzia o di funzioni notarili o dell’attività sportiva di natura autonoma (lettere d, e, f, articolo 17, comma 1, del TUIR);
  • tutte le relative ritenute d’acconto e detrazioni effettuate
  • Il datore di lavoro deve rilasciare il CU, in duplice copia, al contribuente entro il 28 febbraio: da parte del datore di lavoro l’invio può avvenire anche in formato elettronico, se il lavoratore è dotato degli strumenti informatici adeguati, mentre gli enti previdenziali trasmettono sempre il CU per via telematica, a meno che il contribuente non chieda di riceverlo in formato cartaceo. I dati all’Agenzia delle Entrate vanno poi inviati entro il 9 marzo (sarebbe il 7, ma cade di sabato), esclusivamente per via telematica.
  • Se il contribuente nel corso dell’anno ha guadagnato solo i redditi presenti nel CU, non deve presentare altre dichiarazioni dei redditi, sempre che non debba effettuare conguagli. Ci sono categorie di contribuenti che devono in ogni caso presentare specifici quadri del modello UNICO.
  • (a cura di http://www.pmi.it/autore/barbara-weisz)

12 gennaio 2015

Dal 2015 modello Isee precompilato: rilascio DSU dopo convalida INPS

ISEE
Dal 2015 modello Isee precompilato: rilascio DSU dopo convalida INPS 
Il rilascio del nuovo ISEE 2015, cd. DSU dichiarazione sostitutiva unica che serve ai contribuenti ai fini di riconoscimento di agevolazioni e prestazioni a sostegno del reddito, avverrà per il contribuente solo dopo che i dati inviati dai Caf verranno convalidati dall'INPS.
L'Istituto a sua volta, oltre che incrociare i dati forniti con quelli posseduti dall'Anagrafe tributaria, si occuperà di effettuare il calcolo del reddito sulle nuove soglie e attribuire al contribuente la relativa fascia di reddito. Il passo successivo, sarà il rilascio del modello ISEE 2015 da parte del Caf che verificherà insieme al richiedente la correttezza di tutti i dati, in caso contrario si dovrà inviare una richiesta di correzione della dichiarazione sostitutiva unica all'Inps.

Come funziona modello Isee precompilato e convalidato dall'INPS? 

Fino adesso, il contribuente per fare l'ISEE si è recato al Caf o all'Inps con tutta la sua documentazione per farsi rilasciare la dichiarazione sostitutiva DSU.
Come funziona l'ISEE 2015 precompilato? Dal 2015 invece le regole rilascio ISEE cambieranno, infatti, all'infuori di alcuni dati per i quali continuerà l’autocertificazione da parte del contribuente, tutti gli altri verranno comunicati all’Inps tramite il Caf.
L'Istituto una volta recepito i dati, ne verificherà la correttezza incrociandoli con quelli in possesso dell'archivio dell'anagrafe tributaria, ovvero, informazioni su conti correnti, mutui, dichiarazione dei redditi precedenti ecc, e solo a questo punto, convaliderà il modello ISEE precompilato attribuendo la fascia di reddito in cui rientra il contribuente.
Dopodiché il contribuente dovrà tornare al Caf per visualizzare insieme il modello ISEE convalidato dall'INPS e cioè che tutti i dati inseriti corrispondano alla realtà, in caso contrario, il personale del caf dovrà inviare una richiesta di rettifica all'Istituto per far modificare dati errati o non completi. Se la procedura invece è corretta, il Caf stamperà la relativa DSU, dichiarazione sostitutiva.

Al fine di valutare meglio l’effettiva situazione economica della famiglia, nel nuovo calcolo ISEE 2014 vengono incluse nuove forme di reddito, comprese quelle fiscalmente esenti:
a) reddito complessivo ai fini IRPEF;
b) redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
c) ogni altra componente reddituale esente da imposta, compresi i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero;
d) i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IVA. A tal fine, si considera la base imponibile assunta ai fini dell’IRAP, al netto dei costi del personale;
e) assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti;
f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano già inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a);
g) redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU;
h) il reddito figurativo delle attività finanziarie. A tal fine si applicherà al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare (con l’esclusione dei depositi e conti correnti bancari e postali) il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro ovvero, ove inferiore, il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale;
i) il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero
Dal valore aggregato di tutti i redditi si sottraggono gli assegni periodici corrisposti al coniuge e ai figli e si opera una discriminazione qualitativa delle diverse tipologie di reddito, prevedendo che:
– i redditi da lavoro dipendente vengono decurtati di una quota pari al 20%, fino ad un massimo di 3.000 euro;
– le pensioni e i trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari vengono decurtati di una quota analoga, fino ad un massimo di 1.000 euro;
– i redditi agrari relativi agli operatori professionali obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA vengono sottratti;
– l’importo massimo della spesa effettivamente sostenuta per l’affitto registrato che può essere portato in deduzione viene aumentato da 5.165 a 7.000 euro all’anno. Tale importo viene incrementato di 500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo.
Il patrimonio immobiliare è pari al valore dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni, intestati a persone fisiche non esercenti attività d’impresa, quale definito ai fini IMU al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di presentazione della DSU, indipendentemente dal periodo di possesso nell’anno. Il valore è così determinato anche in caso di esenzione dal pagamento dell’imposta.
Dal valore del patrimonio mobiliare si detrae, fino a concorrenza, una franchigia pari a 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro. La predetta soglia è incrementata di 1.000 euro per ogni figlio componente il nucleo familiare successivo al secondo.
Il nuovo ISEE tiene conto anche dei costi sostenuti da persone con disabilità o non autosufficienti, introducendo franchigie differenziate sulla base dell’entità dell’inabilità dei soggetti. Le classi individuate sono tre: disabilità media, grave e non autosufficienza.
Una volta individuata la classe di appartenenza, si procede poi con un abbattimento diretto del reddito della famiglia in cui è presente la persona con disabilità.
Gli importi degli abbattimenti in somma fissa sono i seguenti:
– 4.000,00 euro per ogni persona con disabilità media, con un incremento fino a 5.500,00 euro se minorenne;
– 5.500,00 euro per ogni persona con disabilità grave, con un incremento fino a 7.500,00 euro se minorenne;
– 7.000,00 euro per ogni persona non autosufficiente, con un incremento fino a 9.500,00 euro se minorenne.
Le persone non autosufficienti potranno dedurre tutte le spese per l’acquisizione, diretta o indiretta, dei servizi di collaboratori domestici e addetti all’assistenza personale o per la retta dovuta per il ricovero presso strutture residenziali.
Le persone con disabilità o non autosufficienti potranno invece dedurre fino a un massimo di 5.000 euro le seguenti spese, certificate a fini fiscali:
– spese sanitarie;
– spese per l’acquisto di cani guida;
– spese sostenute per servizi di interpretariato per le persone sorde;
– spese mediche e di assistenza specifica.

27 dicembre 2014

NUOVE INDENNITA' DI DISOCCUPAZIONE, ECCO I CAMBIAMENTI




.....................Naspi, Asdi e Dis-coll

ECCO i decreti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri sul Jobs Act del 24 dicembre
Intanto c'è l'estensione dei sussidi ai co.co.co. eco.co.pro, 
abolite Aspi e mini Aspi al loro posto Naspi, Asdi e Dis-coll.

La NASPI cioè La Nuova Prestazione di Assicurazione Sociale all'Impiego 
sarà pari al 75% dello stipendio se questo è pari o inferiore a 1195 euro. Se invece lo stipendio è superiore l'importo cresce fino ad un massimo di 1300 euro. L'importo sarà rapportato alla retribuzione imponibile degli ultimi 4 anni, andrà di fatto a sostituire Aspi mini Aspi

La Naspi sarà ridotta del 3% nel 2015 a partire dal quinto mese ed invece nel 2016 la stessa percentuale sarà ridotta a partire dal quarto mese.

Per poter accedere alla NASPI  bisogna aver maturato almeno 13 settimane lavorative negli ultimi 4 anni e almeno 18 giorni lavorativi effettivi nell'ultimo anno. La durata sarà la metà delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni con un massimo di due anni.

Ma andiamo alla vera novità introdotta
il nuovo sussidio si chiama Asdi ed entrerà in vigore da Maggio 2015. Potranno usufruire dell'Assegno di Disoccupazione coloro che avendo esaurito la Naspi non abbiamo ancora trovato lavoro, sarà erogata in misura del 75% dell'assegno mensile della Naspi e avrà durata di 6 mesi. Questa misura è in via sperimentale per l'anno 2015 e sarà condizionato all'adesione di un progetto personalizzato presso i centri per l'impiego.

Altra importante novità è l'assegno di disoccupazione per i co.co.co e co.co.pro.iscritti alla gestione separata, non pensionati e senza la partita iva. Si chiama Dis-coll e sarà riconosciuta a chi nel 2015 avrà lavorato almeno 3 mesi nell'anno solare precedente, anche per la D vale il limite del 75% con stipendio mensile di 1195 euro e progressivo fino a 1300 euro.

Sarà erogata per un massimo di mesi pari alla metà dei mesi di contribuzione nell'anno solare precedente l'evento di disoccupazione. Quindi se ad esempio sono stati versati 6 mesi nello scorso anno solare la Dis-coll durerà 3 mesi.

La Dis-Col per i co.co.pro dovrebbe essere attiva fin da gennaio, mentre per la NASpI e l’Asdi si dovrà attendere il mese di maggio.

( Il decreto approvato dal Governo il 24 dicembre e in attesa del visto della Ragioneria per la “bollinatura” che dovrà garantirne la copertura, prevede nuove tutele per i dipendenti e per i cocopro che vanno a sostituire l’Aspi e la mini-Aspi.)

1 dicembre 2014

Legge di Stabilità 2015

                                                 La Camera ha approvato la legge di Stabilità

1) Stabilizzazione bonus 80 euro
 l’ingresso del bonus bebè la cui soglia di accesso è  25 mila euro
   Dunque l’assegno per i nuovi nati scatterà solo se l’Isee non supera i 25mila euro.  L’assegno sarà pari a 960 euro all’anno per ogni figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.   
l’assegno raddoppierà se l’indicatore resta sotto i 7mila euro. 

2)  T.F.R. in busta paga
In via sperimentale, in relazione ai periodi di paga decorrenti dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018, i lavoratori dipendenti del settore privato, esclusi i
lavoratori domestici ed i lavoratori del settore agricolo, che abbiano un rapporto di lavoro in essere da almeno sei mesi presso il medesimo datore di lavoro possono
richiedere al datore di lavoro medesimo, di percepire la quota maturanda di cui all'articolo 2120 del codice
civile, al netto del contributo di cui all'articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297, compresa quella eventualmente destinata ad una forma
pensionistica complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, tramite liquidazione diretta mensile della medesima quota maturanda come parte
integrativa della retribuzione. 

3) Sgravi contributivi per assunzioni a tempo indeterminato
 Al fine di promuovere forme di occupazione stabile, ai datori di lavoro privati con esclusione del settore agricolo e con riferimento alle nuove assunzioni con
contratto di lavoro a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, decorrenti dal 1° gennaio 2015 con
riferimento a contratti stipulati non oltre il 31 dicembre 2015, è riconosciuto, per un periodo massimo di trentasei mesi, ferma restando l’aliquota di computo delle
prestazioni pensionistiche, l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi
dovuti all’INAIL, nel limite massimo di un importo di esonero pari a 8.060 euro su base annua. L’esonero di cui al presente comma spetta ai datori di lavoro in
presenza delle nuove assunzioni indicate con esclusione di quelle relative a lavoratori che nei sei mesi precedenti siano risultati occupati a tempo indeterminato
presso qualsiasi datore di lavoro e non spetta con riferimento a lavoratori per i quali il beneficio di cui al presente comma sia già stato usufruito in relazione a

precedente assunzione a tempo indeterminato. 

4) Misure per la famiglia
Al fine di incentivare la natalità e contribuire alle relative spese per il sostegno, per ogni figlio nato o adottato a decorrere dal 1° gennaio 2015 fino al 31

dicembre 2017, è riconosciuto un assegno di importo annuo di 960 euro erogato mensilmente a decorrere dal mese di nascita o adozione.  corrisposto fino al compimento del terzo anno d’età ovvero del terzo anno di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione, per i figli di cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea o di cittadini extracomunitari con permesso di soggiorno
Inoltre..... 
Mille euro annui in buoni acquisti, purché presentino due requisiti:

– almeno 4 figli a carico

– un Isee inferiore a 8.500 euro

5)Novità in materia di lavoro, tasse e sostegno al reddito

* È stata estesa al 2015 la possibilità di compensare le cartelle esattoriali in favore delle imprese titolari di crediti certificati nei confronti della PA.
* È stata introdotta l’IVA al 4% anche per gli eBook.
* Si rende strutturale, ma sotto forma di detrazione, il credito d’imposta IRPEF introdotto dal decreto-legge n. 66 del 2014 in favore dei lavoratori dipendenti e dei percettori di taluni redditi assimilati, cosiddetto bonus 80 euro in busta paga, originariamente introdotto per il solo anno 2014



27 novembre 2014

istituite due navette AMAT a servizio delle isole pedonali del centro storico.

Da lunedì 1 dicembre sarà possibile utilizzare le navette a servizio
delle isole pedonali del centro storico.
Per facilitare lo spostamento all’interno del centro cittadino e per
collegare le isole pedonali tra loro e con l’esterno sono state
istituite due navette AMAT, la linea gialla e la linea verde, che al
costo di € 0.52 permetteranno di circolare per l’intera giornata
(dalle 7 del mattino alle 3 di notte) sulle linee navetta.
Il percorso della linea gialla è: PIAZZA GIULIO CESARE (capolinea)-
Via Balsamo –Corso dei Mille - Via Lincoln – Foro Umberto I° - salita
Mura delle Cattive - Via Alloro - Via Aragona - Via Garibaldi –
Via Gorizia - Via Roma – Via Vittorio Emanuele - Via Maqueda -
PIAZZA GIULIO CESARE.
La navetta avrà una frequenza di 22 minuti dalle 7 alle 15; di 15
minuti dalle 15 alle 19.30; di 35 minuti dalle 19.30 alle 2.55
Il percorso della linea verde è: PIAZZA S. SPIRITO - Via Vittorio
Emanuele - Via Bonello – Corso A. Amedeo - P.zza Indipendenza - Via
Vittorio Emanuele - PIAZZA S. SPIRITO.
Dalle ore 21 la navetta arriverà al Parcheggio Basile.
La navetta avrà una frequenza di 22 minuti dalle 7 alle 15; di 15
minuti dalle 15 alle 19.30; di 35 minuti dalle 19.30 alle 2.40
I biglietti per le navette si possono acquistare presso i nodi Amat
cittadini (Basile - Stazione Centrale – Indipendenza – Camporeale –
Politeama – Sturzo – Giotto – De Gasperi – Sturzo – Via Manin, 3) e
presso le rivendite convenzionate lungo il percorso delle due linee.
L'Amat ha avviato una interlocuzione con i locali del centro storico
al fine di moltiplicare i punti vendita del biglietto delle navette.
“Questo servizio faciliterà la fruizione delle aree pedonali –
dichiarano il Sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla mobilità
Giusto Catania - valorizzandone le bellezze e i mestieri, riportando
in primo piano il tema della riappropriazione degli spazi
dall’invasione delle automobili, proseguendo il cammino verso una
dimensione più umana delle aree urbane e ridando al centro storico la
sua vocazione di luogo di vita, di incontro e di scambio.
La scelta del biglietto a costo ridotto, le vecchie mille lire, è
un'ulteriore segno dell'impegno di AMAT e dell'Amministrazione
comunale per favorire e stimolare l'uso del mezzo pubblico.”

11 novembre 2014

Nuovo libretto per caldaie e condizionatori:La periodicità delle verifiche è prevista dalla legge

Lo scorso 15 ottobre è scattato l’obbligo del nuovo modello di libretto per caldaie, sistemi di riscaldamento e condizionatori [1]. Cerchiamo dunque di capire in cosa consiste il nuovo adempimento e chi è tenuto a rispettarlo. 
i possessori di caldaie tradizionali – già dotate del libretto – saranno tenuti a rinnovarlo con la compilazione del nuovo modello. 
Inoltre l’obbligo del nuovo libretto di impianto, fino a ieri vincolante solo per le caldaie tradizionali, oggi viene esteso anche a chi ha, in casa o in ufficio, condizionatori e qualsiasi altro tipo di riscaldamento (pompe di calore, cogeneratori, teleriscaldamento, dispositivi alimentati da fonti rinnovabili). In pratica, si parla di tutti gli impianti termici, installati per la climatizzazione invernale ed estiva degli ambienti. Per questi soggetti, per i quali prima non sussisteva alcun libretto, si tratta quindi di una compilazione “ex novo”.
Restano esentati dall’obbligo solo gli scaldacqua per uso igienico-sanitario a servizio di immobili a uso abitativo
Le sanzioni Le sanzioni variano da 500 a 3mila euro a carico di proprietario, conduttore, amministratore di condominio o terzo responsabile che non ottemperino ai propri obblighi. - 

Che cosa è il libretto
Si tratta di un documento nel quale viene annotata e certificato ogni momento della vita dell’impianto (dalla prima accensione alla demolizione). Vi vengono quindi annotate modifiche, sostituzioni di apparecchi e componenti, interventi di manutenzione e di controllo, valori di rendimento, cambi di proprietà.
Chi compila il libretto
Per gli impianti termini nuovi, tenuti a compilare il nuovo libretto – assumendone quindi le relative responsabilità – è solo la ditta installatrice.
Invece per quelli vecchi – sia nel caso di aggiornamento del libretto delle vecchie caldaie tradizionali, sia nel caso di compilazione ex novo degli altri apparecchi già esistenti (per es. un condizionatore) – la compilazione spetta al responsabile dell’impianto.
Il responsabile dell’impianto è, nel caso di un appartamento, la persona che fisicamente ci abita; invece, nel caso di condominio, l’amministratore 
 Dove si può ritirare il nuovo modello di libretto
Il modello può essere scaricato dal sito del Mise. In questo modo il cittadino potrà predisporlo senza l’aiuto di un tecnico.
La manutenzione periodica
La manutenzione è la revisione periodica dell’impianto termico. Va effettuata con le modalità e tempi indicati dalle prescrizioni e nei tempi contenuti nelle istruzioni tecniche dell’apparato.La periodicità delle verifiche è prevista dalla legge

26 ottobre 2014

Incentivi per assunzione a tempo indeterminato nella Legge di Stabilità 2015 meno convenienti di quelli abrogati

Abrogati con la Legge di Stabilità 2015 gli attuali incentivi alle imprese sui contratti agli apprendisti e disoccupati di lunga durata.

Attuali agevolazioni abrogate

commi 2 e 3, articolo 12 della Legge di Stabilità vanno invece ad eliminare due incentivi operativi da ormai oltre 20 anni: gli sgravi per le assunzioni di disoccupati di lunga durata e quelli per la stabilizzazione degli apprendisti.

Le nuove agevolazioni

L’articolo 12, comma 1 della Legge di Stabilità 2015 prevede uno sgravio triennale (36 mesi) dei contributi per i datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo e del lavoro domestico, relativamente alle sole assunzioni effettuate nel 2015 e a beneficio di soggetti che risultino inoccupati a tempo indeterminato presso qualsiasi altro datore di lavoro. L’inoccupabilità dovrà essere verificata anche considerando società controllate o collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.
Poiché le assunzioni dovranno avvenire esclusivamente con contratto a tempo indeterminato, in automatico vengono esclusi gli incentivi per i contratti di apprendistato, gli sgravi riguardano esclusivamente i contributi previdenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL.
Il limite annuo per i nuovi incentivi, inoltre, è fissato a 8.060 euro  e l’incentivo potrà essere fruito una sola volta per ciascun lavoratore: se un soggetto è già stato assunto con lo sgravio, nel caso in cui un datore di lavoro lo voglia riassumere non potrà usufruire dell’agevolazione neanche nel caso in cui il lavoratore sia sta licenziato per non aver superato il periodo di prova. Infine, lo sgravio contributivo non è cumulabile con altre agevolazioni, esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente.

16 ottobre 2014

Legge di Stabilità 2015 approvata: ecco il testo ufficiale

Bonus IRPEF

Il  bonus in busta paga viene riconfermato, senza ampliamento della platea alle famiglie numerose monoreddito

Anticipo TFR

Sarà dunque il lavoratore a scegliere se farselo versare o meno e le banche anticiperanno alle imprese le risorse per pagare il TFR in busta paga. 
Come funziona: a fronte della richiesta del dipendente, l’impresa si fa rilasciare dall’INPS una certificazione di diritto alla prestazione, che viene poi trasmessa alla banca che, a sua volta, eroga il finanziamento. La misura sarà attivata verso la metà – previo decreto attuativo e convenzione con l’ABI (non è prevista obbligatorietà tra gli istituti di credito) – prossimo anno ma avrà effetto retroattivo sul 2015.

Partite IVA a basso reddito

Per le Partite IVA a basso reddito (sotto i 15.000 euro) è stata inserita una novità:
 «Oltre 900mila Italiani avranno accesso ad uno sgravio fiscale inserito in misure già previste: anziché spendere migliaia di euro per tasse e commercialista, avrà un regime forfettario che significherà un risparmio da 800 mln per 900mila titolari di Partita IVA»

Detrazioni fiscali

 Vengono salvaguardate le detrazioni a maggior impatto sociale come le spese mediche o i mutui sulla prima casa.

IVA

Dal 2016 viene abolito l’obbligo di Dichiarazione unificata e si fissa a febbraio la scadenza per la Dichiarazione IVA. Addio anche alla Comunicazione dati IVA.

IMU-TASI

Slittamento della misura ventilata a più riprese nelle ultime settimane e certamente attesa dai contribuenti: nessuna novità per la riforma della tassazione sulla casa con l’accorpamento IMU-TASI.

16 settembre 2014

Sblocca Italia: le misure in vigore e quelle eliminate

Edilizia

Lo Sblocca Italia ....Fra le misure qualificanti in materia di rilancio edilizio, spiccano la semplificazione dei permessi per costruire o ristrutturare immobili: basterà una semplice comunicazione di inizio lavori (non sarà più necessaria la Scia) per interventi come l’accorpamento di più appartamenti nello stesso immobile); o ancora, sarà possibile ottenere un permesso di costruire in deroga alla destinazione d’uso per interventi di riqualificazione urbanistica, ad esempio in aree industriali dismesse.

Affitti

niente imposte di bollo per il contratto che riduce un precedente canone di locazione. Prevista l’annunciata agevolazione per chi acquista direttamente dall’impresa costruttrice l’invenduto e poi destina l’immobile all’affitto, che scatterà a partire dal 1° gennaio 2014: si tratta di una deduzione fiscale del 20% del prezzo dell’immobile, estensione a tutti i contratti della formula del rent to buy prevista dal decreto casa solo per i canoni concordati (è la formula contrattuale che prevede un contratto di locazione finalizzato all’acquisto dell’immobile dopo una determinato numero di anni).
Fonte: il dl 133/2014 in Gazzetta Ufficiale

10 settembre 2014

Tasi, il Consiglio vara le aliquote Si pagherà a ottobre e a dicembre

Le rendite catastali fino a 300 euro godranno dell'azzeramento, previste agevolazioni anche per i figli minorenni e i disabili. 
Acconto il 16 ottobre e saldo a dicembre, ma a casa non arriverà alcun bollettino.....

novità specialmente per i proprietari di case con una rendita catastale fino a 300 euro  per i quali scatterà una detrazione pari a 100 euro che equivale nei fatti all’azzeramento,una detrazione di 50 euro per le rendite da 301 a 400 euro  e 20 euro per figli minorenni, figli disabili, minori in affido familiare e ultrasettantenni. A conti fatti, per le rendite da 0 a 200 euro l'azzeramento è scontato; da 200 a 300 dipende se il proprietario è ultrasettantenne o se ha figli minorenni o disabili a carico, altrimenti l'importo sarà comunque minimo. Salta la detrazione fissa di 50 euro per tutti.
La Tasi si verserà in due rate: acconto entro il 16 ottobre e saldo entro il 16 dicembre, ma non arriverà a casa alcun bollettino visto che, come per l’Imu, si tratta di un tributo in auto-liquidazione. Il calcolo è semplice: si considera la rendita catastale maggiorata del 5%, si moltiplica per 160 (coefficiente per le case), poi si divide per mille e si moltiplica ancora per 2,89 applicando eventuali detrazioni. Non paga nulla l’affittuario, visto che la tassa peserà solo sulle prime case. Se l’atto non fosse stato approvato entro la mezzanotte di oggi, sarebbe scattata in automatico l’aliquota all’1 per mille e l’acconto con pagamento tutto a dicembre.

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8 settembre 2014

35.000 posti Vacanti: Ecco i lavori che nessuno cerca e vuole

******************************Lavori Manuali*****************************************


La crisi è evidente ma, il lavoro, in alcune sue accezioni non sembra mancare. Tutti i posti per cui non c'è domanda ma continua a sussistere ancora un altissimo livello dell'offerta sono i cosiddetti "posti in piedi", quei lavori da svolgere manualmente. Nel corso del 2013 le gelaterie e le pasticcerie hanno avuto sempre più difficoltà nel trovare nuovi dipendenti (circa 2 mila posti vacanti), aprendo un punto interrogativo sullo sviluppo del settore.

Se i numeri rilevanti del settore dei dolci e dei gelati possono stupire, è ancora più critica la situazione del comparto dei pizzaioli, tra i quali si contano circa 6 mila posti vacanti. La difficoltà di reperire del personale esperto nel settore ha costretto i gestori ad “accontentarsi” di assumere del personale non attualmente qualificato e ad erogare nei confronti di essi della formazione adeguata che possa riallineare le competenze del dipendente a quelle rese opportune e necessarie per garantire l’idonea qualità nell’offerta aziendale.

Nel settore agricolo, invece, stiamo assistendo ad un duplice fenomeno. Nel 2013 si è avuta una crescita di circa il 2% del numero di aziende agricole guidate da giovani under 30 e sono emerse nuove figure legate al “made in” (sommelier, birraio a chilometri zero, affinatore di formaggi, food blogger, idro-geologo, climatologo) e alla green economy (energy manager, progettista di energie rinnovabili, certificatore energetico, botanico) che hanno attratto soprattutto la fascia di lavoratori under 40. A contrasto di questo positivo fenomeno, però, vi sono i dati legati alla difficoltà di reperire lavoratori meno specializzati, come i raccoglitori stagionali di frutta e ortaggi (40% dei posti sono rimasti vacanti) o i trebbiatori (35%).
 

 Mancano 230 mila specialisti in informatica, tlc e nelle professioni legate all'e-business. Nel 2015 la domanda di lavoratori specializzati arriverà a 440 mila unità, mentre in tutta Europa i posti da colmare nelle aziende diventeranno 900 mila. Inoltre, il 36% delle imprese italiane ha difficoltà a reperire sul mercato figure professionali qualificate, soprattutto in campo ingegneristico, ma anche amministrativo, finanziario e commerciale.
In Italia nel 2013 sono mancati ben 60.000 infermieri e entro il 2020 occorreranno 250 mila unità in più rispetto alle attuali 390 mila. I dati sono stati confermati anche dall’ultimo Rapporto dell’OCSE che ha descritto un paese che invecchia ma con comparto sanitario ben qualificato ma numericamente deficitario. Un settore lavorativo che cresce nonostante la congiuntura sfavorevole è quello dell'aiuto domestico con un aumento costante dei lavoratori domestici regolarmente iscritti all'INPS. Ma la maggior parte dei posti di lavoro (90% circa) come colf e badanti è ricoperto da lavoratori stranieri, in primis rumeni, ucraini e filippini.


Le figure piu’ difficili da trovare nel primo trimestre del 2014

  • Commessi (5.000)
  • Camerieri (2.400)
  • Parrucchieri ed estetiste (1.900)
  • Informatici e telematici (1.400)
  • Contabili (1.270)
  • Elettricisti (1.350)
  • Meccanici auto (1.250)
  • Tecnici della vendita (1.100)
  • Idraulici e posatori di tubazioni (1.100)
  • Baristi (1.000)
  • Infermieri (10.000)
  • Pizzaioli (6.000


Dettagli, Bando, Domanda su: http://www.lavoroeconcorsi.com/35000-posti-lavori-che-nessuno-vuole#ixzz3CizrAtOU


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22 giugno 2014

Cassa integrazione e mobilità in deroga: le novità 2014


    ********************** Cassa integrazione e mobilità in deroga:
                                            le novità 2014


Cosa cambia dal 1 gennaio 2014 per Cassa integrazione e mobilità in deroga? Cosa prevede la bozza del decreto interministeriale (Ministero Lavoro-Economia) sul riordino dei criteri di concessione dei sussidi in deroga? 

AL LINK SOTTO TUTTE LE NOVITà.......


**** CASSA INTEGRAZIONE E MOBILITA' IN DEROGA DAL 2014......(link)

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2 giugno 2014

Ticket, dal 1 luglio si cambia: ATTENZIONE

Ticket, dal 1 luglio si cambia: ATTENZIONE L’Asl avverte: “Si paga di più se non si chiama”.

Dal 1 luglio non vale più l'autocertificazione sulla ricetta: la fascia sarà assegnata automaticamente. Importante verificare se si è registrati chiamando l’Usl di competenza

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Cambiano le regole per il pagamento del ticket e le Usl raccomandano a tutti i cittadini di telefonare per verificare e autocertificare la fascia di reddito negli elenchi della tessera sanitaria. Il nuovo sistema dematerializzato della sanità, che introduce anche la prescrizione farmaceutica digitale, infatti, comporta nuove procedure e le Usl  spiegano tutto quello che devono sapere e fare i cittadini entro e non oltre il 30 giugno per non avere problemi legati a pagamento di ticket in base alla fascia di reddito.

COSA CAMBIA:  Attualmente il pagamento del ticket (di compartecipazione alla spesa dei farmaci e delle visite) può avvenire sia tramite attestazione della fascia di reddito da parte del medico prescrittore (che la rileva dal Sistema TS – Tessera Sanitaria), sia con autocertificazione dell’assistito al momento della prenotazione, ma dal primo luglio le cose cambieranno e la fascia di reddito di appartenenza (attribuita dal Ministero delle Finanze sulla base della dichiarazione dei redditi) comparirà in automatico sulla ricetta senza possibilità di modifica o inserimento ex-novo da parte del medico prescrittore o del farmacista.

I RISCHI: E’ importante sapere che per varie motivazioni di ordine sia fiscale che informatico, alcuni assistiti potrebbero non risultare presenti nel Sistema TS (per esempio potrebbero non essere presenti i lavoratori dipendenti che hanno solo il Cud e non hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi), oppure potrebbero essere presenti con una fascia di reddito non corrispondente a quella dichiarata. Ma l’assenza dal Sistema TS dopo il 1° luglio comporterà una attribuzione automatica alla fascia più alta (con pagamento intero del ticket) e inoltre, sempre dopo il 1° luglio, l’autocertificazione della fascia di reddito da parte dell’assistito non potrà più essere fatta al medico stesso contemporaneamente alla prescrizione/ricettazione, ma potrà avvenire solo presso gli sportelli Cup, oppure on line (Pec, e-mail) o fax della azienda Usl di appartenenza, mediante la compilazione e invio di un apposito modulo regionale.

CHIAMARE SUBITO: E’ quindi importante – comunica la Usl  al quotidiano Umbria24– che i cittadini si informino subito, e comunque entro e non oltre il 30 giugno, della propria presenza nell’anagrafe del Sistema TS e nel caso di assenza o di errata attribuzione della fascia di reddito è importante autocertificarsi tempestivamente. Si possono ottenere informazioni sulla presenza o meno nel sistema TS ed eventuale supporto per l’autocertificazione chiamando l’Usl di competenza, preferibilmente nelle ore pomeridiane per abbreviare l’attesa. Informazioni dettagliate e moduli sul sito. Una volta inviata l’autocertificazione, l’Azienda Usl di appartenenza iscriverà il cittadino nel Sistema TS o ne correggerà la posizione e rilascerà il certificato relativo alla fascia di reddito dichiarata.

INFO:  Il calcolo per stabilire la fascia di reddito deve essere fatto sulla base delle informazioni che si trovano in calce al modello di autocertificazione o di autocertificazione per variazione di fascia (modello 4 e modello 5). Le informazioni nel Sistema TS relative alla fascia di reddito e all’eventuale diritto all’esenzione vengono aggiornate al 31 marzo di ogni anno, il certificato rilasciato dalle Aziende USL ai cittadini aventi diritto avrà validità dal momento del rilascio fino al 31 marzo dell’anno successivo. Non dovranno presentare l’autocertificazione gli esenti totali per reddito, né chi fa parte di un nucleo familiare con reddito complessivo superiore a 100mila euro in quanto tenuto al pagamento del ticket nella quota massima.

A CHI SI RIVOLGE A tutti gli assistiti, eccetto gli esenti per reddito*  (che hanno già fatto l’autocertificazione) e i cittadini in fascia di reddito superiore a 100mila euro.

SONO ESENTI PER REDDITO I SEGUENTI SOGGETTI:

* E01 Soggetti con meno di 6 anni o più di 65 anni con reddito familiare inferiore a euro 36.151,98.

* E02 Disoccupati – e loro familiari a carico – con reddito familiare inferiore a euro 8.263,31, incrementato a euro 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516 euro per ogni figlio a carico.

* E03 Titolari di assegno (ex pensione) sociale e loro familiari a carico.

* E04 Titolari di pensione al minimo, con più di 60 anni – e loro familiari a carico – con reddito familiare inferiore a euro 8.263,31, incrementato a euro 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516 euro per ogni figlio a carico.

Si riepilogano di seguito le fasce di reddito e le relative codifiche che devono comparire sulla ricetta per l’applicazione delle quote di compartecipazione:

 fasce di reddito

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22 maggio 2014

IMU, TASI e TARI: calcoli 2014 su proprietà e affitto

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                     La differenza tra Tasi, Imu, Tari e Iuc. 
                     Come funzionano le tasse sulla casa - 

TASI(Tassa Servizi Indivisibili – sostituisce l’IMU prima casa),  La Tasi è il tributo comunale per i Servizi Indivisibili erogati. E' destinata a far fronte alle spese per l'illuminazione, alla cura del verde, alla pulizia stradale e a tutti quei servizi forniti in maniera uguale a tutti i cittadini. Fa parte dell'imposta comunale Iuc con l'Imu e la Tari. L'importo sull'abitazione principale deriva dall'aliquota decisa dai Comuni e le detrazioni che i medesimi possono introdurre. Per seconde case e altri immobili la base imponibile si determina con le stesse regole dell'Imu. -

Imu 
L'imposta municipale unica è la tassa sulla proprietà degli immobili. Continua ad essere dovuta per le prime case solo se considerate di lusso (A/1, A/8 e A/9). Si paga sempre per la seconda abitazione e altri immobili. Base imponibile determinata partendo dal valore catastale dell'immobile moltiplicata per i coefficienti stabiliti dalla legge in base alle diverse tipologie abitative.

Tari
nome nuovo per la tassa dei rifiuti. Sostituisce la Tares dello scorso anno che a sua volta aveva preso il posto di Tarsu e Tia. Rappresenta la componente relativa al servizio rifiuti della Iuc per finanziare i costi di raccolta e smaltimento della spazzatura. Istituita con legge 147 del dicembre 2013 deve essere pagata da chi ha locali o aree scoperte, a qualsiasi uso, che producano rifiuti.  -

 TARI (Tassa Rifiuti) e IMU(resta su tutti gli immobili diversi dalla prima casa).
. Viene calcolata sulla base imponibile della rendita catastale e dev'essere pagata anche dagli affittuari, in una quota variabile tra il 10% e il 30%, a seconda di quanto stabilito dal comune.
Tasi, Tari e Imu insieme compongono la Iuc (Imposta unica comunale), nata con la legge finanziaria del 2013, che si basa su due presupposti: uno costituito dal possesso di immobili e collegato alla loro natura e valore (Imu), che non colpisce le abitazioni principali; l'altro collegato all'erogazione e alla fruizione di servizi comunali (Tasi e Tari).

 ******* TASI e TARI: i codici tributo per l’F24*****

Tari in F24

I codici per la Tari in realtà sono gli stessi che si utilizzavano per la Tares (istituiti con la risoluzione 37/E del 27 maggio 2013), che vengono però ridenominati sostituendo il pecedente riferimento alla Tres con il nuovo nome dell’imposta, Tari. Quindi:
  • “3944″: valido per Tari (e Tares),
  • “3945″: Tari (e Tares), interessi,
  • “3946″: Tari (e Tares), sanzioni,
  • “3950″: tariffa,
  • “3951″: tariffa, interessi,
  • “3952″: tariffa, sanzioni

Tasi in F24

  • 3958“: per abitazione principale e relative pertinenze,
  • 3959“: per fabbricati rurali ad uso strumentale,
  • 3960“: per aree fabbricabili,
  • 3961“: per altri fabbricati.
  • In caso di ravvedimento, unitamente all’imposta bisogna versare anche interessi di mora e sanzioni. Per questo, ci sono specifici codici tributo (che possono essere utilizzati anche se il ravvedimento avviene in seguito a un controllo fiscale). Eccoli:
    • “3962″: per gli interessi,
    • “3963″: per le sanzioni.
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